La misura di una città
Se a qualcuno venisse in mente di misurare Vicenza,
Se a qualcuno venisse in mente di misurare Vicenza,
Dopo la pausa estiva, tra sentieri di montagna, camminate in città e bagni di mare, è naturale ricominciare a guardare (*).
C’è un fraintendimento che accompagna spesso la parola “decorazione”: quello di pensarla come un’aggiunta, come una superficie che si posa su una cosa già compiuta.
Ogni Cimitero, come ogni Cimitero Monumentale e ogni Camposanto, è il dominio dei morti.
Ogni estetica porta in sé un’etica del limite, scegliere cosa includere in un’opera, ad esempio, implica sempre una decisione su cosa escludere.
Interrogare l’abitudinario. Ma proprio l’abitudine è quel che non si interroga, che non si osserva.
Il Livelon non è un semplice tratto di argine lungo il Bacchiglione – il fiume che passa per la mia città di adozione, Vicenza – ma, almeno per me, un lido filosofico dove il tempo scorre a un ritmo diverso, costruito, sì, dall’uomo ma in un ambiente plasmato dal fiume stesso.